Ultima verifica delle fonti: 27 settembre 2026
Per chi presta servizio nell’Esercito, nella Marina Militare, nell’Aeronautica Militare o nelle Capitanerie di porto le strade per un prestito sono le stesse degli altri dipendenti dello Stato: cessione del quinto, delega di pagamento e prestiti INPS. La legge nomina espressamente gli “impiegati civili e militari” dello Stato tra chi può cedere il quinto (art. 6 del DPR 180/1950), e dal 2016 lo stipendio dei militari è pagato tramite NoiPA. Cambiano alcuni dettagli, soprattutto per la delega, che richiede una convenzione tra l’amministrazione e il finanziatore.
Come viene pagato lo stipendio dei militari
Dal 1° gennaio 2016 tutte le Forze armate e i Corpi di polizia pagano gli stipendi, fissi e accessori, tramite il sistema NoiPA del Ministero dell’Economia (legge 147/2013, art. 1, comma 402). Per questo le regole su cessione, delega e piccolo prestito sono in gran parte le stesse degli altri dipendenti pubblici gestiti da NoiPA, e i finanziatori convenzionati ottengono i dati dello stipendio tramite il servizio CreditoNet.
Nella Difesa, ciascuna Forza armata individua gli uffici che curano il trattamento economico, e il Centro unico stipendiale interforze (CUSI) dello Stato Maggiore della Difesa autorizza i pagamenti su NoiPA. Le competenze accessorie (indennità legate a servizi e missioni) sono pagate in genere con qualche mese di ritardo rispetto al mese in cui sono maturate. Per questo, nei prestiti INPS, l’importo si calcola sulle voci fisse e continuative dello stipendio, escluse quelle variabili (Regolamento INPS).
Cessione del quinto e delega: i limiti
| Cessione del quinto | Delega di pagamento | |
|---|---|---|
| Rata | Fino a un quinto dello stipendio netto | Fino a un quinto dello stipendio netto |
| Trattenute totali | Di norma entro il 40% dello stipendio netto; oltre, fino alla metà, solo con assenso motivato dell’amministrazione in casi eccezionali | |
| L’amministrazione può rifiutare? | No, è tenuta ad applicarla | Sì, l’accettazione è discrezionale |
| Condizioni | Assicurazione obbligatoria vita e impiego | Convenzione tra amministrazione e finanziatore; durata di almeno 12 mesi |
Fonti: DPR 180/1950 (artt. 5, 6 e 70), documento dell’Esercito sulla delegazione convenzionale di pagamento, Banca d’Italia.
Il documento dell’Esercito sulla delegazione convenzionale di pagamento chiarisce che la delega non va confusa con la cessione del quinto: serve a chi ha già una cessione per ottenere un secondo finanziamento, lasciando invariato il piano della cessione. Per attivarla serve una convenzione tra l’amministrazione e il finanziatore, che fissa anche gli oneri amministrativi a carico di quest’ultimo. La Marina Militare, per esempio, pubblica lo schema di convenzione per gli istituti che concedono finanziamenti con delega ai propri dipendenti.
Il superamento del 40% richiede un assenso esplicito dell’amministrazione, che secondo l’Esercito va dato solo in situazioni del tutto eccezionali. Vedi la guida al prestito delega.
Volontari e personale in ferma
Se il tuo rapporto di servizio ha una scadenza, tieni presente che per i rapporti a tempo determinato la legge lega la durata della cessione alla scadenza (art. 52 del DPR 180/1950). Chiedi al tuo ufficio amministrativo come viene certificata la data di fine ferma: da quella dipende la durata massima del prestito e quindi l’importo. Vedi la guida alla cessione del quinto a tempo determinato.
I prestiti INPS per il personale militare
Il personale militare in servizio con contributi alla Gestione dipendenti pubblici è iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e può chiedere:
- il piccolo prestito INPS, da 1 a 4 mensilità (TAN 4,25%), anche con la procedura semplificata prevista per i dipendenti delle amministrazioni centrali gestiti da NoiPA;
- il prestito pluriennale INPS, di 5 o 10 anni (TAN 3,50%), per le motivazioni documentate previste dal Regolamento.
Trasferimenti, congedo e pensione
- Trasferimento ad altro reparto o ente: la trattenuta continua, perché lo stipendio resta gestito da NoiPA; in generale, con il cambio di amministrazione il nuovo datore continua a trattenere la rata (Banca d’Italia).
- Congedo con pensione: la cessione prosegue sulla pensione, entro il quinto (art. 43 del DPR 180/1950).
- Cessazione senza pensione: l’eventuale somma una tantum spettante viene trattenuta fino a coprire il debito residuo (art. 43).
Domande frequenti
I militari possono fare la cessione del quinto?
Sì. L’art. 6 del DPR 180/1950 comprende gli impiegati civili e militari dello Stato. La rata arriva fino a un quinto dello stipendio netto, per 5 o 10 anni.
Chi paga lo stipendio dei militari?
Dal 1° gennaio 2016 il pagamento passa per il sistema NoiPA del MEF (legge 147/2013); nella Difesa il Centro unico stipendiale interforze autorizza i pagamenti.
Per la delega serve una convenzione?
Sì: secondo l’Esercito la delegazione presuppone una convenzione tra l’amministrazione e il finanziatore, e deve durare almeno 12 mesi.
Esistono prestiti a condizioni agevolate per i militari?
I prestiti INPS della Gestione unitaria hanno tassi fissati dall’Istituto (TAN 4,25% per il piccolo prestito, 3,50% per il pluriennale). Per cessione e delega le condizioni le decide il finanziatore: confronta il TAEG con i tassi medi del trimestre.
Fonti
- Esercito Italiano – Accesso al credito presso istituti di credito privati. La delegazione convenzionale di pagamento
- NoiPA – Amministrazioni gestite (elenco 2026)
- DPR 5 gennaio 1950, n. 180
- INPS – Piccolo prestito
- Banca d’Italia – Cessione del quinto
- Stato Maggiore della Difesa – Vademecum CUSI (maggio 2019)
- Marina Militare – Schema di convenzione per i finanziamenti con delega



