Ultima verifica delle fonti: 27 settembre 2026
I prestiti INPS per i dipendenti pubblici sono finanziamenti concessi direttamente dall’INPS agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, il Fondo credito degli ex INPDAP. Sono tre: il piccolo prestito (da 1 a 4 anni), il prestito pluriennale (5 o 10 anni, per motivazioni documentate) e il mutuo ipotecario. Le rate si trattengono sullo stipendio o sulla pensione e l’INPS li concede nei limiti delle risorse stanziate ogni anno.
I prestiti INPS a confronto
| Piccolo prestito | Prestito pluriennale | |
|---|---|---|
| Durata | 1, 2, 3 o 4 anni (12–48 rate) | 5 o 10 anni (60 o 120 rate) |
| Importo | Da 1 a 4 mensilità nette (fino a 8 in doppia mensilità, senza altre trattenute) | Rata entro il quinto; importo pari alla spesa documentata o, se non prevista, entro il quinto cedibile |
| Motivazione | Esigenze familiari, senza documentazione di spesa | Una delle 34 motivazioni dell’allegato al Regolamento, documentata |
| Anzianità richiesta | 1 anno di servizio | 4 anni di servizio e 4 di contribuzione |
| Tasso nominale (TAN) | 4,25% | 3,50% |
| Altri costi | 0,50% di spese di amministrazione e premio al Fondo rischi, trattenuti all’erogazione | |
| Termine per la decisione | 30 giorni | 75 giorni |
Tassi dalla tabella INPS in vigore dal 1° maggio 2020; termini dalle schede INPS aggiornate al 10 luglio 2025.
Chi può chiederli: l’iscrizione al Fondo credito
Per accedere ai prestiti INPS devi essere iscritto alla Gestione unitaria. Secondo la scheda INPS aggiornata al 17 marzo 2026:
- sono iscritti obbligatoriamente i dipendenti che versano i contributi alla Gestione dipendenti pubblici;
- possono aderire anche altri dipendenti e pensionati pubblici: dal 12 gennaio 2025 l’adesione è possibile in qualsiasi momento (circolare INPS n. 49 del 3 marzo 2025). L’adesione è irrevocabile e le prestazioni si possono chiedere dopo un anno dall’iscrizione;
- il contributo è dello 0,35% dello stipendio per chi è in servizio a tempo indeterminato e dello 0,15% della pensione per i pensionati. Non è dovuto se la pensione non supera il trattamento minimo.
Se stai per andare in pensione e vuoi continuare ad accedere ai prestiti, devi aderire entro l’ultimo giorno di servizio: in questo caso non devi aspettare un anno. Puoi farlo spuntando la casella “Chiedo di aderire al Fondo Credito” nella domanda di pensione oppure con la domanda online.
Piccolo prestito
È il prestito per esigenze brevi: da 1 a 4 mensilità nette, restituite in 12, 24, 36 o 48 rate. Serve un anno di servizio e un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno tre anni. Chi è pagato da NoiPA può chiederlo dal self-service del portale. Tutti i dettagli nella guida al piccolo prestito INPS.
Prestito pluriennale
Serve per spese più importanti legate a una delle motivazioni previste dal Regolamento: salute, casa, figli, estinzione di altri debiti e altre. Dura 5 o 10 anni, ha un TAN del 3,50% e richiede quattro anni di servizio e di contribuzione. La domanda va presentata entro un anno dall’evento o dalla documentazione di spesa. Leggi la guida al prestito pluriennale INPS.
Mutuo ipotecario
La Gestione unitaria concede anche mutui ipotecari. Secondo l’INPS possono chiederlo gli iscritti con contratto a tempo indeterminato e un’anzianità superiore a un anno. Requisiti e condizioni sono sulla scheda INPS del servizio.
Come si fa la domanda
La domanda si presenta solo online, dal portale INPS. Chi è in servizio deve prima:
- generare un codice di sicurezza sul portale INPS;
- comunicarlo alla propria amministrazione, con le modalità che questa ha previsto;
- completare e inviare la domanda dopo che l’amministrazione l’ha attivata.
I pensionati possono presentare la domanda online, tramite il contact center (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o tramite un patronato.
Prima di fare domanda puoi usare il simulatore INPS dei piccoli prestiti e dei prestiti pluriennali.
Rinnovo, estinzione e cambio di lavoro
- Rinnovo: il piccolo prestito si rinnova dopo 5 rate pagate per ogni anno di durata; il pluriennale dopo 2 anni (quinquennale) o 4 anni (decennale).
- Estinzione anticipata: si chiede online dall’area riservata, con una stampa di precalcolo; l’INPS restituisce la quota del Fondo rischi non goduta. Vedi la guida all’estinzione anticipata.
- Cambio di amministrazione: la trattenuta prosegue presso il nuovo ente.
- Pensionamento: il prestito prosegue sulla pensione, entro il quinto; l’eventuale eccedenza viene recuperata sul TFR o TFS.
Prestiti INPS o cessione del quinto?
I prestiti INPS hanno condizioni fissate dall’Istituto, uguali per tutti gli iscritti della stessa gestione, ma dipendono dai fondi disponibili, dalla motivazione (per il pluriennale) e dai tempi di istruttoria. La cessione del quinto con una banca o una finanziaria non richiede una motivazione e dura fino a 10 anni; il costo lo decide il finanziatore e lo trovi nel SECCI. Per confrontarli usa il TAEG, che include tutti i costi.
Attenzione: se hai già una cessione in corso, un nuovo prestito INPS deve rientrare nella quota di stipendio ancora disponibile. Il pluriennale si può chiedere anche con una cessione in corso, trascorsi i tempi del rinnovo: in quel caso il nuovo prestito serve prima di tutto a estinguere la cessione.
Domande frequenti
Chi può avere un prestito INPS?
I dipendenti e i pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, con i requisiti di anzianità previsti per ciascun prestito.
Quanto si può chiedere all’INPS?
Con il piccolo prestito da 1 a 4 mensilità nette (fino a 8 in doppia mensilità). Con il pluriennale, la spesa documentata o, se la motivazione non la prevede, l’importo consentito dal quinto cedibile.
Quanto tempo ci vuole?
L’INPS ha fissato in 30 giorni il termine per decidere il piccolo prestito e in 75 giorni quello per il pluriennale.
I prestiti INPS sono sempre concessi?
No. Oltre ai requisiti, l’INPS li concede nei limiti delle disponibilità finanziarie previste ogni anno nel bilancio.
Fonti
- INPS – Adesione alla Gestione Unitaria (aggiornata al 17 marzo 2026)
- INPS – Piccolo prestito (aggiornata al 10 luglio 2025)
- INPS – Prestito pluriennale diretto (aggiornata al 10 luglio 2025)
- INPS – Regolamento prestiti e allegato motivazioni
- INPS – Tabella TAN in vigore dal 1° maggio 2020
- INPS – Estinzione anticipata dei prestiti



