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Cessione del quinto per dipendenti ASL, ospedali, Comuni e Regioni

Cessione del quinto per dipendenti ASL, ospedali, Comuni e Regioni

Ultima verifica delle fonti: 27 settembre 2026

Anche chi lavora in una ASL, in un’azienda ospedaliera, in un Comune, in una Regione o in un altro ente pubblico non statale può chiedere la cessione del quinto. Il DPR 180/1950 si applica agli stipendi pagati da Stato, province, comuni e da qualsiasi ente pubblico sottoposto a tutela o vigilanza (art. 1), e consente ai loro dipendenti di contrarre prestiti alle stesse condizioni dei dipendenti statali (art. 51): rata fino a un quinto del netto e durata fino a 10 anni. La differenza principale è pratica: la trattenuta la gestisce l’ufficio stipendi del tuo ente.

Chi può chiederla

  • Personale del Servizio sanitario: infermieri, medici dipendenti, OSS, tecnici sanitari e personale amministrativo di ASL e aziende ospedaliere.
  • Dipendenti degli enti locali: Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, unioni di comuni.
  • Altri enti pubblici sottoposti a tutela o vigilanza pubblica, comprese le aziende municipalizzate (art. 1).

Con contratto a tempo indeterminato la cessione arriva a 10 anni se hai uno stipendio fisso e continuativo; con contratto a tempo determinato non può superare la scadenza del contratto (art. 52). Per i collaboratori coordinati e continuativi degli stessi enti, con rapporto di almeno 12 mesi, la cessione è possibile fino a un quinto del compenso netto, se certo e continuativo (art. 52).

Medici di medicina generale e pediatri convenzionati non sono dipendenti dell’ASL: chiedi al finanziatore quale soluzione valuta per il tuo tipo di rapporto.

Cosa cambia rispetto ai dipendenti statali

Dipendenti statali ASL, ospedali, enti locali
Norme DPR 180/1950, Titolo II (artt. 5 e 6) DPR 180/1950, Titolo III (artt. 51–55)
Chi fa la trattenuta L’ufficio che gestisce lo stipendio (per molti, tramite NoiPA) L’ufficio stipendi o del personale dell’ente
Dati dello stipendio Certificato di stipendio o CreditoNet (NoiPA) Certificato di stipendio rilasciato dall’ente
Cessione del quinto L’amministrazione deve aderire Il datore di lavoro deve aderire
Delega di pagamento Con finanziatori in convenzione MEF Dipende dall’ente, che può accettarla o rifiutarla

Nel Titolo III si applicano, in quanto compatibili, diverse regole dei dipendenti statali (rinnovo, estensione alla pensione e alle indennità di fine rapporto), con il tuo ente al posto dell’amministrazione dello Stato (art. 55).

Come si richiede

  1. Parti dal cedolino: ti serve per calcolare il quinto disponibile. Controlla anche le trattenute già in corso.
  2. Chiedi un preventivo e confronta il TAEG nel SECCI.
  3. Il finanziatore chiede all’ente i dati dello stipendio, di solito con il certificato di stipendio compilato dall’ufficio del personale.
  4. Dopo la firma la cessione viene notificata all’ente e ha effetto da quel momento (art. 1). L’ufficio stipendi avvia la trattenuta.

L’elenco completo è nella guida ai documenti per la cessione del quinto.

Turni, indennità e straordinari

Il quinto si calcola sullo stipendio fisso e continuativo, al netto delle ritenute (artt. 5 e 52). Voci variabili come straordinari o indennità legate ai turni possono cambiare di mese in mese: chiedi al finanziatore quali voci del tuo cedolino considera nel calcolo. La Banca d’Italia, per valutare la sostenibilità delle rate, suggerisce di non contare bonus, straordinari e premi.

I prestiti INPS per dipendenti di sanità ed enti locali

Se versi i contributi alla Gestione dipendenti pubblici sei iscritto obbligatoriamente alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali; per i dipendenti in servizio a tempo indeterminato il contributo è dello 0,35% dello stipendio (INPS). In questo caso puoi valutare anche il piccolo prestito e il prestito pluriennale INPS, che hanno tassi fissati dall’Istituto. Controlla sul cedolino se compare la trattenuta per il Fondo credito.

Domande frequenti

I dipendenti ASL possono fare la cessione del quinto?

Sì. Il DPR 180/1950 si applica anche agli enti pubblici non statali: rata fino a un quinto del netto, fino a 10 anni, con trattenuta fatta dall’azienda sanitaria.

Un infermiere a tempo determinato può chiederla?

Sì, ma la durata non può superare la scadenza del contratto (art. 52), e la valutazione spetta al finanziatore.

Il Comune può rifiutare la cessione del quinto?

No: secondo la Banca d’Italia il datore di lavoro deve aderire alla cessione. Può invece rifiutare la delega di pagamento.

Lo stipendio dei dipendenti comunali passa da NoiPA?

Dipende dall’ente che ti paga lo stipendio: lo trovi indicato nel tuo cedolino. Per la cessione conta l’ufficio che gestisce il tuo stipendio, perché è lì che viene notificata e fatta la trattenuta.

Fonti